Buon compleanno San Francesco di Paola.

Oggi, 27 marzo, nel giorno della nascita del nostro Santo Patrono, affidiamoci e soprattutto preghiamo San Francesco di Paola, affinché possa proteggerci tutti e possa debellare questo tremendo male, che sta affliggendo la nostra amata terra e tutto il mondo, e facciamolo ricordandone la storia e gli innumerevoli miracoli fatti.

Più tardi cercheremo di collegarci in diretta con il Santuario Regionale San Francesco di Paola, per celebrare tutti insieme la Santa Messa, e raccoglierci in preghiera.

Il 27 marzo 1416, nasceva Francesco da Paola, nome attribuitogli in onore a San Francesco d’Assisi, tra i massimi esponenti di una operosità cristiana, fondata sulla carità, protettore dei naviganti, gente di mare e pescatori, invocato contro le epidemie, gli incendi e la la sterilità.

Proclamato Santo da Papa Leone X nel 1519, fece ergere a Paola una cappella e tre dormitori, fondando così l’Ordine dei Minimi, un istituto religioso maschile, dove i frati minimi si dedicarono e si dedicano tutt’oggi alla predicazione e al ministero della riconciliazione, attraverso la penitenza.

Con questo sacramento, un credente, se sinceramente pentito, ottiene da Dio la remissione dei peccati.

Per chi è credente, la vita eremitica del Santo è fatta di innumerevoli eventi miracolosi, come la guarigione di un ragazzo affetto da un’incurabile piaga; lo sgorgare miracoloso dell’acqua della “Cucchiarella”, che San Francesco fece scaturire colpendo con il bastone una roccia presso il convento a Paola; “le pietre del miracolo”, che restarono in bilico mentre minacciavano di cadere sul convento; ”la bomba del’43”, che miracolosamente non esplose su Paola.

Popolare è la storia della costruzione del “ponte del diavolo”, dove si narra che sia stato costruito dal demonio per ordine dello stesso Santo, in cambio dell’anima del primo viandante che lo avesse attraversato. Sempre la leggenda narra che, San Francesco anziché sacrificare una vita umana, vi fece passare un cane. Il diavolo urtato così tanto, per lo smacco ricevuto, tirò un calcio al parapetto e lo bucò, mentre si poggiava con la mano sulla parete opposta lasciando la stessa impronta.

Dipinto di Antonio Strigari
Foto di Massimo Morelli
Foto di Lucia Veltri
Dipinti di Mario Perrotta, dedicati al Santo

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