Le calabresi che hanno scritto la storia

Marianna Presta (Nina), pioniera dei diritti delle donne calabresi

Esponente di spicco del Partito Socialista in Calabria che si è battuta per la completa integrazione delle donne e delle minoranze in ogni settore della vita pubblica. Ha iniziato nel 1970 nella lista regionale socialisti, candidata alla provincia ma anche al Senato, vicesegretario della federazione della Provincia di Cosenza, presidente della Usl nel 1983. La signora Nina Presta rappresenta un riferimento per la sua coraggiosa azione politica portata avanti in tempi nei quali non era facile fare politica per le donne e per i grandi risultati ottenuti in favore della sua città e di tutta la Calabria. Il suo è un percorso esemplare al quale tutte le donne calabresi dovrebbero guardare con ammirazione e gratitudine.

Rita Pisano, la comunista calabrese ritratta da Pablo Picasso

Jeunne fille de Calabre – Il ritratto di Rita Pisano eseguito da Pablo Picasso

Una donna forte e sensibile, nata a Pedace (provincia di Cosenza) nel 1926. Iscritta sin da giovanissima al Partito Comunista Italiano, si distinse nella sua attività contro le ingiustizie sociali e le diseguaglianze. Fu sindaco del suo paese per 20 anni: dal 1964 al 1984, anno della sua prematura morte. Il suo nome è reso celebre da un particolare episodio: quando aveva 23 anni, a Roma, incontrò il celebre pittore Pablo Picasso, che incantato dalla sua bellezza le fece un ritratto, dal titolo “Jeunne fille de Calabre”.

Clelia Pellicano, la marchesa che lottò per i diritti delle donne


Vedova del marchese Francesco Maria Pellicano di Gioiosa Jonica, si occupò di dirigere il patrimonio familiare, diventando anche giornalista e scrittrice. Collaborò con diverse riviste e scrisse opere letterarie con lo pseudonimo di Jean Grey. La più nota è: “Novelle calabresi”, dove con ironia e criticità viene raccontata la realtà di Gioiosa.

Caterina Tufarelli Palumbo, la prima donna sindaco in Italia


Laureata in giurisprudenza, fu eletta sindaco, all’unanimità, il 24 marzo 1946, nel comune di San Sosti (provincia di Cosenza) all’età di 24 anni. Si impegnò molto per migliorare le sorti del suo paese e la vita della gente. Fece costruire scuole, strade, l’acquedotto, l’orologio, il mercato coperto e una struttura per le famiglie meno abbienti. A fine legislatura, nel 1952, lasciò un bilancio consuntivo con tutte le opere realizzate, scusandosi per quello che non era riuscita a fare. Morì il 7 dicembre 1979 a soli 57 anni, è stata una donna che ha insegnato come agisce chi ama davvero la propria Regione.

Concetta Pontorieri, la prima laureata calabrese
Nata a Rombiolo (provincia di Vibo Valentia) nel 1897, sfidò tutta la sua famiglia perché voleva iscriversi all’università. Riuscì nell’impresa, si iscrisse alla facoltà di scienze naturali alla Sapienza di Roma, laureandosi col massimo dei voti. Proseguì la sua vita insegnando scienze nelle scuole superiori e viaggiando. A fine carriera, ricevette la Medaglia d’oro dal Ministro della Pubblica Istruzione.

Carmelina Montanari, la partigiana sidernese che sfidò i fascisti
Donna da un coraggio fuori dal comune, nata a Siderno, è stata riconosciuta partigiana il 9 settembre 1943. Insieme al marito, ha combattuto i fascisti, in nome della libertà. Sono stati entrambi arrestati, traditi da un contadino, loro amico, per cinque kili di sale. Hanno creduto più volte di essere vicini alla morte, ma alla fine sono riusciti a salvarsi. Morì il 30 settembre 2008, per un cancro. Anche in quest’ultima prova, ha dimostrato estremo coraggio.

Silvestra Tea Sesini, la partigiana in aiuto dei più deboli
Nata a Biella nel 1887, durante la seconda guerra mondiale fu staffetta partigiana, venne per questo catturata dai tedeschi, ma salvata dalla fucilazione grazie all’arrivo degli Alleati. Il suo desiderio di aiutare gli altri, la condusse nel 1958 a Siderno. Grazie al suo buon carattere e alla sua cultura fu subito ben voluta da tutti i sidernesi. Fu nominata membro della Neo Commissione per la biblioteca; mentre in politica si iscrisse al Partito Comunista. Morì il 27 gennaio 1960, esprimendo come ultimo desiderio di essere seppellita nel cimitero di Siderno Marina, con la sua immagine rivolta verso il mar Ionio, mare da lei definito “Divino”.

Jole Giugni Lattari, la prima donna calabrese a entrare in Parlamento
È stata la prima donna calabrese a entrare in Parlamento, nonché la prima donna d’Italia a essere eletta nelle liste del Movimento Sociale Italiano. Nelle file del MSI ha conquistato un ruolo di leader, grazie al suo impegno in ogni attività e alla sua eloquenza. Attivò diverse proposte di legge a favore della scuola, salvò l’industria metallurgica in Calabria, cercò di realizzare porti, strade e ferrovie nella nostra Regione. Donna esemplare, che ha lavorato per veder fiorire questa Terra.

Cecilia Faragò, l’ultima fattucchiera calabrese
Nata a Zagarise (provincia di Catanzaro) nel 1712, è stata accusata di essere una strega e di aver causato, con la sua magia, la morte di un uomo. Ma la difesa di un giovane avvocato di Catanzaro, Giuseppe Raffaeli, riuscì a dimostrare l’innocenza della sua assistita e convinse che la stregoneria non doveva essere perseguita come reato, tanto che il re di Napoli decise di abolirlo. La donna fu assolta, diventando un’eroina civile.

Adele Cambria, la penna graffiante del giornalismo italiano
Nata a Reggio Calabria nel 1931, è stata una delle più importanti giornaliste italiane. Nonostante il parere contrario della famiglia, decise di realizzare il suo sogno, quello di diventare giornalista. Si trasferì a Roma e riuscì nel suo scopo: collaborando e diventando direttrice dei più importanti giornali d’Italia. È stata anche scrittrice e convinta femminista. Il suo motto era: “Vado, vedo, scrivo”. È morta a Roma il 5 novembre 2015.

Amalia Bruni, la scienziata a un passo dalla cura dell’Alzheimer
Nasce a Girifalco (provincia di Catanzaro) nel 1955. È una scienziata e neurologa di fama mondiale, grazie alle sue scoperte sull’Alzheimer. Attualmente è direttrice del Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. Attraverso i suoi studi è a un passo dalla scoperta del gene, che è causa della malattia.

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